giovedì 26 gennaio 2012

Storia di una piccola protesta, ovvero il profumo del Calicanto


Penso che non riuscirei a mantenermi in buona salute, sia nel corpo che nello spirito, se non trascorressi almeno quattro ore al giorno- e generalmente sono di più- vagabondando per i boschi, per le colline e per i campi, totalmente libero da ogni preoccupazione terrena. Potete tranquillamente chiedermi "un penny per i tuoi pensieri", o mille sterline.
Quando poi penso che artigiani e mercanti se ne stanno nelle loro botteghe
non solo l'intera mattina, ma anche tutto il pomeriggio, magari seduti con le gambe accavallate, come fanno in molti - quasi che le gambe siano fossero fatte per sedervisi sopra, e non per mettersi eretti o camminare- mi sembra che meritino una certa considerazione per non essersi suicidati già da tempo.
"Camminare", H.D. Thoreau

Stamattina splendeva il sole, ma io avevo mal di testa: ero libera e avevo dormito troppo.
Dopo una pigra colazione mi decisi ad uscire. Feci una passeggiata e, arrivata al fiume, mi fermai a leggere un po'. Era ora di pranzo e non c'era anima viva, solo una bambina venuta a dar da mangiare alle papere con sua madre. Ho riconosciuto quell'entusiasmo, lo stesso che avevo io quando mio fratello era a nuoto e la mamma mi portava in piazza, a dare il grano ai piccioni .
Felice, mi avviai verso strade meno battute, per respirare un po' di vita, per godere della giornata quasi primaverile che l'inverno aveva deciso di regalarmi; via via che mi avvicinai al sentiero sentivo salirmi l'acquolina in bocca: pregustavo già la terra morbida sotto i piedi, l'aria più umida e pungente, il fruscio delle foglie nelle orecchie e l'eccitante possibilità di incontrare qualche abitante del mondo non umano.
Rimasi sbigottita quando scoprii che il sentiero era stato chiuso, filo spinato e reti ad avvertirmi che no, non ci potevo entrare. La conferma arrivò poi, leggendo il cartello "PROPRIETA' PRIVATA, divieto di accesso alle persone non autorizzate"- Io.
Che rabbia! Ebbi la sensazione di essere stata derubata, privata di qualcosa che credevo mi appartenesse di diritto, la Terra che ci dà vita, e ci accoglie quando moriamo!
Ho rubato un fiore di Calicanto, in segno di protesta. Mi sono inebriata del suo profumo penetrante, e ho continuato la mia passeggiata, sulla dura strada di cemento, troppo povera per permettermi una collina.
Ho incontrato padroni che portano a spasso i loro cani, vecchiette che si portano a spasso a vicenda, sportivi convinti e meno convinti, mamme con i loro bambini, contadini dediti alla potatura invernale delle viti.
Tutto sommato non mi è andata così male.

3 commenti:

  1. Wow, grazie Anonimo! (Alice?) :)

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  2. Spettacolari, davvero, i tuoi pensieri... Come stai cara?
    Ho ripreso, dopo tanto tempo, il blog, e ho celebrato l'evento mettendo on line la raccolta 'Madeleines mon amour' cui hai partecipato col pane all'uvetta.
    Se passi dal mio Filosoficamente sostenibile rtrovi dove scaricare. Un abbraccio e spero di leggerti presto

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